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Shockwave Rider

on the long way back home

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January 19, 2009

Cicli

by @ 7:38 am. Filed under Autobiography

Con altra tristezza nel cuore un altro ciclo si chiude.

Solo speranza ad alimentare questa corsa verso casa.

  

Day 0

by @ 7:15 am. Filed under Autobiography

Un insolito stato di grazia oggi. In situazioni simili  mi sarei sentito prosciugato, e ieri sera c’è stato un momento in cui mi stavo sentendo proprio così, poi qualcosa è cambiato e sono passato prima ad uno stato di tristezza ed infine ad uno stato di grazia, che conservo ancora questa mattina. È sempre tristissimo doversi allontanare da una persona per la quale hai provato e continui a provare ancora dei sentimenti, però arriva sempre il momento in cui bisogna guardare avanti senza pensare troppo a quello che è stato. È una basilare regola di sopravvivenza, soprattutto quando i sentimenti coinvolti sono unilaterali. Ieri, ad un certo punto, credo di aver provato rancore, poi però tutto si è trasformato. Si comprende che nessuno ha veramente colpa alcuna, perché certe cose non sono scritte né possono essere controllate con la semplice volontà. Se la scintilla non scocca non ha senso prendersela, è semplicemente la vita. Allora viviamo, anche se con tanta tristezza nel cuore.

In questi momenti mi capita sempre di fare un punto della situazione sulla mia vita. Ancora una volta esco deluso dall’analisi di quello che sto facendo e di come sto vivendo. Mi convinco sempre più che debba essere più risoluto e fare quello che mi riprometto di fare da fin troppo tempo, cioè andare via, partire e ricominciare da qualche altra parte. Non mi riconosco più in questa nazione da troppo tempo, e qui sto vivendo solo delusioni ed insoddisfazione. È davvero giunto il momento di cambiare?

  

December 25, 2008

Natale

by @ 3:40 pm. Filed under Autobiography

È il 25 Dicembre… Natale. Mi trovo a Potenza, a casa dei miei, e qui fa piuttosto freddo, anche se non nevica nè piove.
È un Natale strano, atipico… infatti qui a casa siamo solo io ed i miei genitori, con le mie due sorelle una a casa sua, e l’altra rimasta a Torino. Ma è un Natale atipico anche perché passato lontano da una persona che nell’arco degli ultimi giorni è diventata importante per me. Ci sono eventi che possono sconvolgerti la vita, letteralmente: un giorno sei solo, senza speranza, nell’attesa che una luce ti illumini il cammino, ed il giorno dopo incontri per caso una persona che riesca a farti trovare le risposte alle domande che continui a porti da anni. Tutto per caso, in un giorno, e la tua vita ne esce sconvolta. È anche vero che, con un certo stato psicologico certi processi avvengono con maggiore frequenza ed in maniera più semplice e diretta, ma è altrettanto vero che, quando l’intensità delle sensazioni provate arriva al punto di avvolgerti e riempirti profondamente i sensi, non credo sia possibile classificare l’evento come qualcosa accaduto semplicemente in seguito al particolare stato mentale del momento. Così ora penso a questa persona ed ai momenti passati insieme a lei, e mi manca da morire, come se questa distanza improvvisamente interposta a noi avesse reciso una parte di me che in seppur brevissimo tempo ha avuto modo di fondersi a lei. È un legame tra il fisico ed il metafisico, che mi riscalda il cuore e mi riempie la mente, e non so spiegarlo, e mi fa male ma allo stesso tempo mi dà una gioia strabordante. Così non voglio intrappolare tutto ciò nelle pareti del ragione, con il rischio di perdermi come è già avvenuto anni fa. Ma non sono più la stessa persona che ero anni fa, e credo di riuscire a gestire questo fuoco che voglio lasciare libero di bruciare nel mio petto.

  

July 26, 2008

Randy Pausch

by @ 1:04 am. Filed under General, Autobiography

Randy PauschRandy Pausch è morto ieri di cancro al pancreas.

Aveva 47 anni ed è noto per la sua “ultima lezione” alla Carnegie Mellow University del 18 Settembre 2007. Ci sarebbe tanto da dire su quest’uomo e sul modo in cui ha affrontato la sua malattia. Però preferisco che vi facciate una idea su di lui non dalle mie parole, ma da quanto lui ci ha lasciato. Ecco dei link da visitare:

http://download.srv.cs.cmu.edu/~pausch/news/index.html

http://download.srv.cs.cmu.edu/~pausch/

http://www.cmu.edu/randyslecture/

Una cosa però mi va di dirla… quando arriverà il mio turno vorrei poter avere almeno la metà della forza del professor Pausch. Affrontare la malattia e la morte come le ha affrontate lui dovrebbe essere di esempio per tutti. Addio Professore. E grazie.

This is how it works
You’re young until you’re not
You love until you don’t
You try until you can’t
You laugh until you cry
You cry until you laugh
And everyone must breathe
Until their dying breath

No, this is how it works
You peer inside yourself
You take the things you like
And try to love the things you took
And then you take that love you made
And stick it into some
Someone else’s heart
Pumping someone else’s blood
And walking arm in arm
You hope it don’t get harmed
But even if it does
You’ll just do it all again

(lyrics by Regina Spektor)

only the good die young


  

July 22, 2008

Il giorno dopo

by @ 5:09 pm. Filed under Job

Messa da parte la storia della helicopter company, oggi mi sono detto che è giusto parlare di una cosa che ormai sto osservando da un po’: le proposte di lavoro per posizioni “fumose”.

Cominciamo con il definire cosa sia una posizione “fumosa”. Ecco la definizione riportata nell’Alexandri, ovvero il dizionario enciclopedico del sottoscritto:

Dicesi “posizione fumosa” la classica posizione offerta da aziende medio grandi, solitamente multinazionali e poco organizzate, per la quale è richiesto al candidato di fare di tutto un po’, dal pulire le scrivanie del reparto A, al mettere in contatto il reparto B e C che notoriamente non si parlano, allo standardizzare le “comunicazioni cifrate” tra i reparti D, E ed F, all’aprire le porte antincendio in caso di suonata dell’allarme e nel caso in cui tutti gli altri seduti nella stanza non ritengono che sia loro compito farlo.

Ora che abbiamo definito la posizione passiamo all’analisi del mercato e della mia esperienza personale. Prima lezione è quella del riconoscere una posizione fumosa. Purtroppo la puzza che emana tale posizione è poco avvertibile dall’esterno, e per avvertirne tutto il fetore nauseabondo bisogna fare in modo che venga aperta una “finestra dall’interno”. Talvolta può capitare di essere fortunati e vedere aprirsi una finestra per caso nel corso di una “passeggiata” in zona. Altre volte è necessario un duro lavoro psicologico alla Jucas Casella per spingere chi sta all’interno ad aprire una finestra in tua presenza. Non è un lavoro facile, ma ci si può riuscire. Aperta la finestra è necessario capire se il fetore che si avverte è dovuto alla posizione fumosa o a qualcuno che ha scorreggiato in sala… e questo è argomento della seconda lezione. Le caratteristiche della posizione fumosa sono incomfondibili: cominciano con il convincervi che quello che vi stanno offrendo è qualcosa di molto stimolante, di nuovo, di multidisciplinare. Poi si passa al descrivere il classico problema che il fesso di turno dovrebbe risolvere: mettere in comunicazione, ottimizzare lo scambio di informazioni, tra diverse business units dell’azienda. Detto così il fessacchiotto appena uscito dal Paradiso universitario e dal mondo dei sogni pensa “…”. SBAGLIATO. Il fessacchiotto ha abboccato all’amo. Una volta abboccato ecco il rilancio dell’azienda e del selezionatore/responsabile: “…”. Ed allora il fessacchiotto, alla ricerca disperata del lavoro e dopo aver visto questa visione, quasi mariana, del lavoro “facile”, si genuflette alla ricerca delle parole giuste per far abboccare l’azienda. SBAGLIATO ancora… Allora l’interlocutore, che ora sente bene che il fessacchiotto ha abboccato all’amo, comincia a buttarla sull’esperienza che il fessacchiotto non avrebbe. A questo punto le strategie sono diverse. Si può passare dalla proposta eventuale di uno stage (pagato o sottopagato o non pagato affatto), alla proposta di un periodo di prova a tempo determinato, al classico “…”. Tempo qualche giorno il fessacchiotto viene ricontattato, ovviamente, e gli si propone il lavoro, solitamente alle peggiori condizioni economiche e contrattuali possibili.

Allora, che fare??? Ve lo dico io. Prima di tutto non abboccate all’amo. Quando vi presentano una posizione fumosa, per risolvere problemi che a voi possono sembrare anche banali, e che spesso spaziano da un universo ad un altro, fate SEMPRE vedere che ne volete sapere di più e che avete capito che i soldi non crescono sugli alberi per la strada. Nessuno vi regala una posizione semplice… ve la stanno vendendo! La merce di scambio è la vostra crescita professionale, la vostra carriera. Per intenderci meglio: una posizione va valutata in base a quello che può offrirvi in termini di crescita professionale. Una posizione che non vi consente di raggiungere alcun obiettivo significativo, o che non vi permette di raggiungere una experitise in un certo ambito, non è una posizione di valore, e le persone con una certa esperienza lo sanno e se ne guardano bene. Ma un neolaureato, magari un po’ ingenuo, vuole solo ottenere un lavoro il prima possibile, ed è quindi vulnerabile. Accettare una posizione del genere è un grave errore per diverse ragioni. Prima di tutto rallenta moltissimo la vostra crescita professionale, perché mettere a contatto e far comunicare business units che non hanno mai comunicato non è qualcosa di raggiungibile con la sola ragione. Purtroppo ci sono in ballo tante persone, con tante teste, e non tutti sono ragionevoli come voi. Il rischio reale è di non riuscire facilmente nemmeno ad instaurare un dialogo, figuriamoci a creare qualcosa di più. Non riuscire a questo punto significa non raggiungere gli obiettivi, e senza obiettivi raggiunti la vostra esperienza non fa curriculum. Quindi si rischia di passare mesi, se non anni, in una impresa forse impossibile… e può capitare che ci si stanchi ancora prima di realizzare gli obiettivi prefissati, ed il risultato è di tornare sul mercato del lavoro ancora una volta senza esperienza. E’ vero, qualcosa si è fatto ed il bilancio non è proprio negativo, poi si è lavorato un po’ e ci si è pagati le bollette, ma un vostro collega meno ingenuo, nel tempo in cui voi avete realizzato che non stavate concludendo nulla, si è già fatto due anni di progettazione, ed ora che sta cambiando lavoro ha una potente merce di scambio in mano. In aggiunta, non credo possa essere quantificata la bile che probabilmente vi sarà entrata in circolo nel cercare di render tondo ciò che alla fine avete capito essere definitivamente quadro.

Quindi la mia lezione è RIFIUTATE le offerte fumose. Meglio spendere un mese in più sul mercato alla ricerca di offerte reali, concrete, che cominciare a lavorare un mese prima per ricoprire un incarico che rallenterà, o bloccherà, la vostra crescita professionale per svariati mesi/anni. Ricordatevi, non è tutto oro quello che luccica, e queste posizioni luccicano molto. Sembrano semplici, ma lo sono solo apparentemente. Spesso sono posizioni “tappabuchi” che nessuno vuole ricoprire per le ragioni sopra descritte. Non siate fessi, e quando non siete sicuri al 100% chiedete, chiedete sempre e comunque. Se c’è anche un 1% di dubbio non accettate la posizione, potreste pentirvene. OK, questa è una posizione estremamente cautelativa ma, se avete altre possibilità concrete, lasciate perdere queste e dedicatevi alle altre. Muovetevi sempre su strade già percorse, che il pionerismo da lavoratore dipendente NON paga.

E comunque, la cosa più importante è di avere a mente un preciso programma di crescita professionale, una sorta di piano di studi professionale. La definizione di questo programma non è semplicissima per un neolaureato, perché bisogna cercare di capire senza esperienza in quali ambiti si vuole cominciare a muovere i primi passi. Però, con un piano in testa, anche l’individuazione del giusto lavoro è più semplice. C’è un film (forse Rambo) in cui si diceva che “i Russi nemmeno cagano senza averci pensato prima”. Applicate la stessa strategia. Prima di accettare qualsiasi posizione rifletteteci bene, soprattutto su come servirvi di questa posizione nel futuro quando vi dovrete cercare un nuovo lavoro.

  

July 21, 2008

Le porte chiuse

by @ 11:46 pm. Filed under General, Autobiography

Oggi ho ricevuto una lettera da una importante azienda elicotteristica italiana di cui non faccio il nome per evitare di attirare qui sul sito qualcuno attraverso google. OK, in questa lettera mi si dava, con “gentilezza”, il benservito. In pratica ho fatto un assessment in questa azienda circa due settimane fa, ed evidentemente la mia candidatura a lavorare in questa azienda è stata troncata. Che dire, la cosa mi ha dato molto fastidio… non tanto per il rifiuto in sè che comunque non è piacevole, ma più che altro nel modo in cui tale cosa è accaduta, ovvero senza nemmeno essere stato prima convocato per un colloquio tecnico. Cioè, nonostante avessi mandato la mia candidatura per posizioni scoperte e comunque inerenti quello di cui mi sono occupato negli ultimi due anni della mia vita universitaria, questa gente non mi ha ritenuto nemmeno “idoneo”, o meritevole, di un colloquio tecnico. E pensare che fino ad oggi non mi è ancora capitato di ricevere un rifiuto per un colloquio tecnico, nemmeno da parte di aziende che poco c’entrano con l’aeronautica. Shame on you! Non sono certo un experienced professional, non ancora almeno, ma non sono nemmeno l’ultimo pischellino che si è appena svegliato con la passione di lavorare in una azienda elicotteristica. Ho lavorato duro negli ultimi due anni per farmi una cultura in questo ambito, e vengo scartato come se fossi un incapace… probabilmente scartato da qualcuno del HR che nemmeno sà cosa sia un elicottero.

La mia delusione è grande, e credo proprio che questa azienda elicotteristica non vedrà più una mia candidatura per un bel po’ di tempo. Però certi trattamenti non li dimentico. Un giorno credo proprio che le nostre strade si re-incroceranno, e non vedo l’ora che arrivi quel giorno, perché quando quel giorno arriverà non avrò peli sulla lingua, ed esprimerò alla persona “giusta” tutto il disappunto che oggi sto provando. Oggi sono nessuno, ma domani è un altro giorno.

  

June 23, 2008

Italiani scoprono interruttore molecolare per metastasi tumorali e Hiv

by @ 4:31 pm. Filed under General

Dal corriere online del 23/06/2008:

Italiani scoprono interruttore molecolare per metastasi tumorali e Hiv

La scoperta potrà avere ricadute importantisia per bloccare a diffusione dei tumori e l’ingresso del virus nelle cellule

ROMA- Ricercatori italiani hanno scoperto un’interruttore molecolare che in futuro potrebbe essere sfruttato per ostacolare le metastasi tumorali e impedire al virus Hiv di infettare i linfociti T, cioè i particolari globuli bianchi che, venendo distrutti dal virus, provocano la perdita della capacità di difendersi da infezioni e tumori. Gli studiosi che hanno conseguito questo risultato fanno parte del del dipartimento di ematologia, oncologia e medicina molecolare dell’Istituto superiore di sanitá (Iss), di Roma, , coordinato da Cesare Peschle. La loro ricerca, pubblicata su Nature Cell Biology, .ha dimostrato per la prima volta che il miR-146a, un piccolo frammento di Rna con funzioni regolatorie, è in grado di sopprimere la produzione del recettore CXCR4, fondamentale nella produzione delle piastrine, ma anche per il meccanismo di formazione delle metastasi nei tumori solidi e nella patogenesi del virus dell’Aids.

RICADUTE PRATICHE - All’Iss si sottolinea che la scoperta «potrá avere ricadute terapeutiche importantissime sia per lo stimolo della produzione di piastrine, sia soprattutto per l’inibizione della diffusione dei tumori e per bloccare l’ingresso dell’Hiv nelle cellule». «Si tratta di uno studio che apre ampie prospettive terapeutiche - spiega Peschle - infatti abbiamo osservato che nel processo di produzione delle piastrine (megacariocitopoiesi), un decremento del miR-146a determina un aumento del recettore CXCR4, che stimola la stessa megacariocitopoiesi. A livello terapeutico quindi, uno stimolo della produzione di piastrine può venire indotto dalla inibizione del miR-146a mediante la somministrazione di uno specifico inibitore, l’antagomir». Secondo il ricercatore, modulando il miR-146a si potrebbero abbassare al minimo i livelli di CXCR4, «in modo da ostacolare le metastasi dei tumori solidi e sbarrare le porte al virus Hiv». Una prospettiva insperata che, ha dichiarato Peshcle all’agenzia di stampa Adnkronos, «potrebbe portare ad avere microRna “maneggevoli”» che, modificati chimicamente per renderli non degradabili e legati a molecole di colesterolo, entrino facilmente nelle cellule. Per di più con effetti tossici trascurabili».

ITALIA ALL’AVANGUARDIA - «Gli studi sui microRna, che esercitano la funzione di ‘interruttori molecolarì nei circuiti alla base delle funzioni cellulari normali e patologiche, potranno davvero rivoluzionare il modo di sviluppare le future terapie per i tumori», spiega il presidente dell’Iss Enrico Garaci. «Il nostro Istituto - aggiunge - ha avuto il merito di iniziare queste ricerche quando ancora nella comunitá scientifica c’erano molte perplessitá sulla possibilitá reale di una terapia molecolare mirata, mediante microRna. Studi come questo dimostrano che si tratta invece di una frontiera estremamente interessante da esplorare ancora, soprattutto per la scarsa tossicitá delle terapie che ne potranno derivare». L’impegno dell’Iss dunque proseguirá su questo fronte di ricerche. «Alcuni indagini preliminari ci inducono a utilizzare il miR-146a - anticipa Peschle - per sopprimere il recettore CXCR4 per inibire la metastatizzazione dei tumori maligni e l’infezione dei T linfociti da parte del virus dell’Aids. Sará questo l’oggetto degli studi successivi, per dimostrare in vitro e in vivo come la somministrazione di questo microRna, e le molecole che ne derivano, siano effettivamente una risorsa terapeutica preziosa per il loro elevato grado di maneggevolezza e la scarsa tossicitá».

  

June 16, 2008

Facebook 2

by @ 4:47 pm. Filed under General

Prova per vedere se il ping funziona davvero.


  

Facebook

by @ 4:35 pm. Filed under General

Voglio vedere se riesco ad allineare il mio blog wordpress con la mia pagina Facebook. Magari funzia… e da allora ci sarebbe da divertirsi! :-)

  

June 8, 2008

Uff

by @ 10:03 pm. Filed under General

Si ricomincia a correre… uff che fatica.


  

June 5, 2008

La vita

by @ 11:11 pm. Filed under General

Sono ormai un paio di settimane che guardo spesso (e volentieri) un film di animazione chiamato “Byosoku 5 centimeter”, ovvero “5 centimeters per second”, 5 centimetri al secondo…
Non sto qui a raccontarvi il film, disponibile attraverso Veoh TV (basta scaricare semplicemente il player gratuito e cercare la versione del film sottotitolata in inglese). Quello su cui vorrei concentrarmi è più che altro la ragione che mi spinge a guardare questo film così spesso. Ormai credo di essere spinto verso questo film dal senso di solitudine che mi è preso da qualche mese a questa parte. Non comprendo bene come sia arrivato a questo punto (che comunque tendo a raggiungere più o meno frequentemente in periodi particolari), però ormai è da un po’ che vi sono arrivato, e credo che vi rimarrò finché non riuscirò a cambiare qualcosa nella mia vita. Questo film in un certo senso mi allevia il “dolore” che sento dentro. Mi allontana con la mente dalla tristezza del periodo che sto vivendo, facendomi affacciare su una realtà di finzione che però ha il pregio di scaldarmi il cuore quel tanto che basta per sentirmi meglio e più al sicuro. Eppure in questi momenti è come se sentissi l’impulso a scomparire, e credo che se potessi passare da questa realtà alla finta realtà del film lo farei. Credo davvero di desiderare di addormentarmi un giorno per svegliarmi in una realtà diversa da quella in cui vivo la mia vita. E’ evidente che sono insoddisfatto, e forse l’unica cosa che mi mantiene in vita è la speranza che le cose possano cambiare. A tenermi in vita forse è anche l’ambiente esterno, la natura, il legame che sento continuamente con l’universo. Cioè, anche se questa realtà che sto vivendo non mi piace, il legame con ciò che mi circonda (e non intendo le persone) mi fa desiderare ardentemente di continuare a vivere e sperare. I caldi raggi del sole, il vento, il cielo azzurro di giorno ed il cielo stellato di notte sono le mie vere ragioni di vita. Senza tutto questo forse la mia vita non avrebbe ragione di continuare. Più passa il tempo, più sento che il mondo che ci siamo costruiti intorno è solo uno scatolone vuoto. Più passa il tempo, più sento che l’unico modo per alleviare il mio disagio è quello di fuggire via, di staccarmi da questa realtà per focalizzare la mia attenzione sulle uniche cose che sembrano dare un senso alla mia vita di essere umano. Ci sono momenti in cui dubito persino di me stesso e di quello che ho inseguito fino ad oggi. Quanto vorrei poter vivere distaccato da questa società. Quanto vorrei andare a dormire stasera e risvegliarmi domani bambino, con mio nonno che mi portava a passeggio verso la ferrovia, e con un vagone di sogni. Solo sogni.

Se mi sento così oggi, come mi sentirò quando starò morendo?

  
Mood : drained

June 3, 2008

Tornato.

by @ 3:12 pm. Filed under Autobiography

Sono tornato da una breve parentesi riminese. Specifichiamo: una breve parentesi di VACANZA a Rimini. Ho mia sorella che sta lavorando lì con il ragazzo, hanno una piccola pensione in gestione, così io ed i miei ed altri componenti della famiglia ci siamo mossi da casa in vista del weekend lungo del 2 giugno per passare la festa tutti insieme in quel di Rimini.

Nel complesso il bilancio per me è stato positivo: sono stato un po’ in spiaggia a prendere il sole, mi sono fatto il bagno nell’Adriatico, ho passato cioè tre giorni piuttosto gradevoli. NON mi sono portato libri dietro, quindi si è parlato di vacanza a tutti gli effetti. Certo, essendoci anche la mia nipotina, la vacanza è stata anche un po’ baby-sitting, ma non mi lamento certo di questo, anche perchéalla fine tutto è stato piuttosto piacevole.

Ma ovviamente non tutte le ciambelle escono con il buco, e qualche cosa a stroppiare la vacanza c’è stata. Soliti screzi stupidi in famiglia, cose che io onestamente non ho mai capito e mai capirò. Sarà che forse ho una concezione un po’ tutta personale della vita, per cui tendo a non dare troppa importanza a stupide questioni fonte di zizzagna, o sarà che NON voglio che questioni da nulla influenzino negativamente la mia vita (poiché i problemi seri lo so già che prima o poi arriveranno, quindi è meglio godersi la tranquillità finché c’è)… ma poi alla fine chi se ne frega, perché il succo del discorso è sempre lo stesso: fare storie per stupidaggini non mi piace. Eppure a casa ho delle “maestre” in questo. Senza entrare nel dettaglio, la questione è che anche durante uno dei pochi giorni passati tutti quanti insieme, alcuni elementi della mia famiglia hanno trovato “giusto” piantare grane e fare casino. Certa gente non sa davvero come passare il tempo…

Io questi casini non li capisco proprio. Come si fa a fare storie per cose del tipo compleanni non festeggiati, o frasi dette a scherzo, o… ma che ne so, non so nemmeno perché certa gente ha fatto storie! Quello che so per certo è che se si fa storie per cose del genere non si è capito nulla della vita. La vita è troppo breve per dare importanza a stupidaggini del genere. Oggi stai bene, domani stai morendo, ed allora che fai? Il giorno prima litigavi per scemenze, ed il giorno dopo cominci a piangere perché stai morendo? Pessima gestione del tempo! Lo sai già che prima o poi morirai, non sai solo quando, quindi perché sprecare il poco tempo che abbiamo per distruggere anche quei brevi momenti di felictà che potremmo avere? Quanto vorrei che certa gente ci arrivasse a fare questo tipo di ragionamenti, eppure questa speranza muore nel nulla come tutte le cose.


  
Mood : disappointed

May 9, 2008

La decenza…

by @ 12:11 pm. Filed under Italia di me&da

Sgarbi licenziato dalla Moratti corre da Berlusconi per trovare un’altra collocazione (da un articolo del Corriere della Sera online, cioè non sono parole mie). VERGOGNA! Certe persone non hanno decenza, soprattutto se si considera il fatto che costui considera il suo licenziamento un “problema politico grave”. Capito? S’è preso un calcio in culo e lui lo considera “problema politico grave”. Costui dice che la Moratti è stata eletta anche grazie ai suoi voti… ergo, capisco io, ha diritto alla sua poltrona. Hai capito? I “suoi” voti. Ed io che ero convinto che il voto fosse di chi lo ha espresso, non certo del signor Taldeitali. Così, costui, ora corre da Berlusconi per chiedere almeno un posto da sottosegretario nel Governo per riparare al torto subito. Ah, Dio mio… VERGOGNA! Non hai un briciolo di decenza. Vai a lavorare come facciamo tutti, amico. E comunque, in TV fai una figura da capra. Sei un volgaraccio maleducato che fa vomitare. Meglio 10 ignoranti che uno pseudo-educato quale credi di essere. Senza offesa eh, è solo la mia opinione su di te.

Brava la Moratti che lo ha cacciato a sto cialtrone:
http://dailymotion.alice.it/video/x5bsc7_sgarbi-ad-anno-zero-biagi-non-e-sta_news


  

May 8, 2008

T-DAY 9

by @ 8:48 pm. Filed under General

Il T-DAY 9 è in trasferta… sono infatti a Rimini, e questo pomeriggio mi sono deciso (dopo 4 giorni di pausa da jogging ma lavoro in albergo) ad andare in spiaggia per una bella corsetta. Alla fine ho fatto la bellezza di 40 minuti, 300-180, sulla battigia. Devo dire che la cosa è particolarmente stancante, infatti sono davvero scarico ora, ma è bello correre con accanto la brezza marina. E’ anche vero che quando fa caldo la brezza fa poco o nulla… ed oggi alle 16 qui a Rimini era una bella giornata di sole, piuttosto calda. Alla fine comunque ho tirato per circa 6.5 Km: non tantissimo ma nemmeno poco. Poi 6 Km sulla spiaggia, con la sabbia, sono una bella distanza. La cosa positiva è che la sabbia assorbe gli urti quindi le caviglie mi hanno fatto meno male del solito, ma c’è anche da dire che la strada fa un po’ in pendenza, per cui c’è un lavoro un po’ asimmetrico sulle gambe che affatica ulteriormente i muscoli. Ma non posso lamentarmi, anzi sono soddisfatto del bel giretto e spero di poterne fare un altro nelle prossime settimane, qualora decidessi di tornare a Rimini per qualche altro giorno. Ma vedremo.

  

May 4, 2008

Toki wo Kakeru Shoujo

by @ 5:13 pm. Filed under Music, Lyrics

Kawaranai Mono (変わらないもの)
by Hanako Oku

from “Toki wo Kakeru Shoujo”
LINK

kaerimichi fuzakete aruita
wake mo naku kimi wo okoraseta
ironna kimi no kao wo mitakattanda

We joked around on our way home.
I made you angry for no reason.
I guess I just wanted to see your different sides.

ookina hitomi ga nakisou na koe ga
ima mo boku no mune wo shimetsukeru
surechigau hito no naka de kimi wo oikaketa

Your large eyes, your trembling voice,
Even now they are close by my heart.
In the crowd of strangers, I ran after you.

kawaranai mono sagashiteita
ano hi no kimi wo wasure wa shinai
toki wo koeteku omoi ga aru
boku wa ima sugu kimi ni aitai

I was searching for the things that never change.
I will never forget how you were on that day.
These feelings I have transcend time.
I just want to meet you now.

gaitou ni burasageta omoi
itsumo kimi ni watasenakatta
yoru wa bokutachi wo toozakete-itta ne

These feelings upon which the street lights shine,
I could never manage to let you have them.
The nights brought us further away from each other.

mienai kokoro de uso tsuita koe ga
ima mo boku no mune ni hibiteiru
samayou toki no naka de kimi to koi wo shita

The lie you told through your opaque heart,
Even now it continues to resonate within me.
Uncertain of our future, you and I fell in love.

kawaranai mono sagashiteita
ano hi mitsuketa shiranai basho e
kimi wo futari de yukeru no nara
boku wa nando mo umarekawareru

I was searching for the things that never change.
The unfamiliar place we found on that day,
If the two of us can go there together again,
I will be reborn as many times as it takes.

katachi nai mono dakishimeteta
kowareru oto mo kikoenai mama
kimi to aruita onaji michi ni
ima mo akari wa terashi-tsudzukeru

As I embrace the things that have no shape,
I fail to hear the breaking sound.
On the same path that we walked together,
Even now the light continues to shine.

kawaranai mono sagashiteita
ano hi no kimi wo wasure wa shinai
toki wo koeteku omoi ga aru
boku wa ima sugu kimi ni aitai

I was searching for the things that never change.
I will never forget how you were on that day.
These feelings I have transcend time.
I just want to meet you now.

boku wa ima sugu kimi ni aitai

I just want to meet you now. 

Garnet
by Hanako Oku

LINK

Guraundo kaketeku anata no senaka wa
Sora ni ukanda kumo yori mo jiyuu de
Nooto ni naranda shikakui moji sae
Subete wo terasu hikari ni mieta

Suki to iu kimochi ga wakaranakute
Nidoto wa modoranai kono jikan ga
Sono imi wo atashi ni oshiete kureta

Anata to sugoshita hibi wo kono mune ni yaki tsukeyou
Omoi dasanakutemo daijoubu na you ni
Itsuka hoka no dareka wo suki ni natta toshitemo
Anata wa zutto tokubetsu de taisetsu de
Mata kono kitsetsu ga megutteku
Hajimete futari de hanashita houkago
Dare mo shiranai egao sagashiteita
Tookude anata no hashaideru koe ni
Naze da ka mune ga itakunatta no

Kawatte yuku koto wo kowagatteta no
Zutto tomodachi no mama ireru kigashita
Owatteku mono nado nai to omotta

Hateshinai toki no naka de anata to deaeta koto ga
Nani yori mo atashi wo tsuyokushite kureta ne
Muchuu de kakeru ashita ni tadoritsuita toshitemo
Anata wa zutto tokubetsu de taisetsu de
Mata kono kisetsu ga yatte kuru

Itsumademo wasurenai to anata ga itte kureta natsu
Toki ga nagare imagoro atashi wa namida ga koboretekita

Anata to sugoshita hibi wo kono mune ni yaki tsukeyou
Omoi dasanakutemo daijoubu na you ni
Itsuka hoka no dareka wo suki ni natta toshitemo
Anata wa zutto tokubetsu de taisetsu de
Mata kono kitsetsu ga megutteku


  

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"From our orbital vantage point, we observe an earth without borders full of peace, beauty and magnificence, and we pray that humanity as a whole can imagine a borderless world as we see it, and strive to live as one in peace."
Willie C. McCool
Columbia / STS-107
January 29th 2003

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